LA VERA PASQUA

La “Pasqua ebraica” e la “Pasqua cristiana” pur avendo qualcosa in comune sono due feste diverse.

Furono i cristiani che si appropriarono di un termine antico ebraico (“pesàch” che significa passare oltre) per indicare la morte e la resurrezione di Gesù avvenuta proprio durante i giorni della celebrazione della festa ebraica. Oggi la Pasqua ebraica è la festa più grande del popolo d’Israele in cui si commemora la liberazione dalla schiavitù d’Egitto. Fu Dio stesso ad istituirla.

Nel Nuovo Testamento non c’è traccia della celebrazione di una Pasqua cristiana da parte delle chiese, l’usanza si sarebbe diffusa 50 anni più tardi. Alle chiese fu invece prescritto di celebrare la Santa Cena, che venne istituita da Gesù stesso, in occasione della sua ultima Cena Pasquale con i dodici. (Luca 22:19)

La Pasqua cattolica è solo un insieme di tradizioni affermatesi dopo la morte di Gesù e dei primi apostoli, perciò non ha alcun fondamento biblico.

Per quanto riguarda l’uovo di Pasqua, già 3000 anni prima di Cristo tra i persiani era usanza regalare delle uova all’inizio della primavera, come dono propiziatorio, poiché l’uovo simboleggiava l’inizio della vita.

Questa tradizione, fu ripresa da alcuni cristiani che dopo la cerimonia pasquale, distribuivano ai fedeli un cesto di “uova benedette“. Nel 1176 Luigi VII, re di Francia, fu accolto al rientro da una crociata con numerosi doni da parte di un abate. Tra questi vi erano anche molte uova, che per evitare andassero a male, furono dipinte e regalate alla popolazione. Tale iniziativa, piacque talmente tanto, che fu rinnovata negli anni successivi. Seguirono poi nel XIII secolo le uova di struzzo, più grandi e resistenti di quelle di gallina in seguito anche impreziosite con decorazioni o montature in oro e corallo. Finché la tradizione, si spostò anche sulla tavola: uova sode, torte a base d’uovo e a forma di uccello… da cui la Colomba Pasquale! Il vero uovo di cioccolato nacque però dai cuochi del re francese Luigi XIV (“re Sole”).

 

Oggi noi non festeggiamo la Pasqua e non partecipiamo alla tradizione di scambiarsi uova, dolci ecc. come augurio di pace, di gioia e di vita, perché è stato l’incontro personale con Gesù a farci conoscere la vera pace, la vera gioia e la vera vita, cosa che non dura solo il tempo di una “festività” ma che è presente in noi ogni giorno! (Giovanni 14:27; Giovanni 15:11; Giovanni 14:6)