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L’amore di Dio

amore Dio

 

Il tema più trattato al mondo, da un punto di vista speciale: parliamo d’amore, ma dell’amore di Dio.

Un amore che esagera

Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore”. (Prima lettera di Paolo ai Corinzi 8: 38, 39)

Quando la Bibbia fa cenni all’amore di Dio non si risparmia, e lo descrive in maniera appassionata. Si parla di larghezza, di lunghezza, di altezza, di profondità del Suo amore (cfr. Epistola di Paolo agli Efesini, 3:18). Il modo in cui Dio ci ama è smisurato, e senza limiti. Ed è un amore eterno, che non ha inizio né fine (cfr. Geremia 31:3).

Dio ama ogni uomo. Chi non ha idea della portata di tale amore farebbe bene a sfogliare la Bibbia e restare stupito dalla tenerezza e dalla bellezza di alcune espressioni che lo descrivono. Si possono incontrare frasi come “tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo” (Isaia 43:4) o come “chi tocca voi, tocca la pupilla dell’occhio suo” (Zaccaria 2:8)

C’è una bellissima canzone cristiana, americano, del 2018, che definisce che l’amore di Dio “reckless”, cioè “audace”. Un termine inusuale, forse, ma così efficace. Riferito a un Dio che per raggiungerci sa abbattere ogni barriera, scalare ogni montagna. L’amore di Dio è questo: è una meravigliosa questione di esagerazioni.

Un amore incondizionato

L’amore di Dio è un regalo che non si ottiene per meriti ma per Grazia, per mezzo di Gesù Cristo. Quel sangue che scorreva dalla Sua croce urlava l’amore di Dio al mondo. Un’ immagine così forte, quasi oggi ne faremmo schizzinosamente a meno, eppure così efficace. Quando decidiamo di accettare Gesù nella nostra vita, quando lo coinvolgiamo nella nostra quotidianità, scopriamo come Egli ci sappia amare nonostante le nostre continue debolezze, le nostre mancanze. Dio, che è Santo, e detesta il peccato, sa perdonarci e continuare ad amarci.

Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”. (Giovanni 3:16).

Non improbabili pellegrinaggi o sacrifici: l’amore di Dio non pone condizioni, se non altro amore. Quello che distingue il Dio dei cristiani da tutti gli altri sta nel fatto che Egli sia l’unico a non chiedere ubbidienza, o timore. Dio chiede soltanto di essere amato. A un tale pensiero scatta quasi, senza rischiare di sembrare blasfemi, ma con tutta la riverenza che Egli soltanto sa meritare, una sorta di tenerezza nei Suoi confronti. Non ci ha chiesto altro. Non pretende altro. Amore. Dio si appaga dell’amore degli uomini, decide di godere dell’amore di queste piccole creature. L’ubbidienza nei Suoi confronti, è ovvio, verrà di conseguenza.

Un amore immeritato

Difficilmente uno morirebbe per un giusto; ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire; Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi”. (Romani 5: 7,8)

Altro aspetto dell’amore divino: non ci era dovuto. E non lo meritavamo. Dio poteva, ma non doveva necessariamente amarci. Il fatto è che Egli stesso È amore, e non potrebbe fare altrimenti.

Ma se davvero Dio ci ama, potrebbe saltar su qualcuno, com’è possibile che siamo stati lasciati allo sbando in questo terribile mondo in cui gioie effimere e momentanee si affiancano a numerosissime difficoltà?

Come un tenero Padre non soffoca i Suoi figli, Dio lascia agli uomini la facoltà di scegliere cosa fare della loro esistenza: in realtà è l’uomo che sta lontano da Lui, e ha deciso di lasciarlo fuori dalla sua vita. Risposta deludente? Sembra una banale teoria montata da religiosi? Troppo facile? Troppo teorica? È la risposta.

Forse Dio poteva fare diversamente? Poteva inventare dell’altro? In questi giorni, in cui si giocano gli europei di calcio, migliaia di persone davanti alla tv sono convinti che saprebbero far meglio dei vari allenatori. E così si fa con Dio. La risposta del perché del Suo operato Egli la diede migliaia di anni fa a un uomo di nome Giobbe. “Dov’eri tu quand’io ponevo le fondamenta della terra?” (Giobbe 38:4). Ed è una risposta che non ci era nemmeno dovuta. L’invito di Dio è di fidarsi del fatto che tutto quello che Egli fa è buono. Chi crede nel Suo amore non resta mai deluso. Chi lo gusta scoprirà come la vita terrena potrà non essere più facile, ma avrà un sapore differente.

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